NetVista 24 dicembre 2008
Posted by Giovanni Ceribella in BSD, Casa e Amici, Humor, Informatica, Le imperdibili, Storie, Ubuntu.1 comment so far
Pensavo che tutto ciò che avrebbe potuto accadere fosse già accaduto. Pensavo che, tutto sommato, fossi riuscito a farlo funzionare. Pensavo che, forse, un giorno, sarebbe tornato come una volta.
Ma mi sbagliavo. Vi presento NetVista 2179: una macchina che è entrata a far parte della mia vita otto anni fa. Vi racconterò la sua storia. Non voglio chiedere aiuto con questo post, perché è superfluo…

La mia famiglia ha comprato NetVista nel periodo di Natale del 1999. All’entusiasmo iniziale si è presto sostituito uno strisciante sospetto. Fin da subito, infatti, non fu possibile connettersi ad internet. Non era una cosa simpatica, visto che avevamo acquistato NetVista apposta per connetersi alla rete.
Al tempo non esisteva l’ADSL. Per l’occasione, avevamo aperto una connessione dial-up gratuita con TIN.IT . Non ci fu verso di farla funzionare. Chiamammo il servizio clienti di Telecom Italia ameno una ventina di volte. Nel frattempo, venimmo a sapere che dopo un mese che l’avevamo comprato, il prezzo di questo computer si era dimezzato. Grazie venditore!
Provammo con diversi provider: TIN.IT, Kataweb, Libero, Tiscali, Keycomm, Jumpy… Le connessioni funzionavano un colpo sì e uno no. Capitava che due “Connessioni Remote” configurate alla stessa maniera non si comportassero similmente: una si connetteva, l’altra no. Iniziammo a sospettare che fosse colpa del modem interno: lo cambiammo. Non ottenemmo nessun risultato.
Ci erano giunte voci che il modello di computer fosse stato rimosso dal mercato. Di certo, noi avevamo rimosso dall’impiego almeno due call-center della Telecom, intasati dalle nostre richieste di soccorso. I sospetti si erano già spostati dal provider all’hardware. Ora cominciammo ad interrogarsi se la colpa non fosse del software.
Microsoft Windows Millenium è ricordato per essere stato la peggior incarnazione del sistema operativo più diffuso del mondo mai realizzata. Non ho mai scoperto le cause che costringevano questo sgarittolo1 a comportarsi in quel modo. Certi aspetti della sua personalità (a distanza di anni sono ancora convinto che per far sorgere certi problemi bisognasse pensarli) sono riconducibili a questo esempio: immaginate una lucertola paurosa. Ora immaginatela davanti ad uno specchio in modo che noti la sua immagine. La lucertola, terrorizzata da se stessa, si mutila la coda e scappa. Windows ME era simile: quando si accorgeva di esistere, subito tentava di farsi male.
Dopo mesi di tentativi, finalmente e per caso, la “Connessione Remota 11″ (questo il nome) funzionò. Funzionò per qualche mese. Furono i mesi nei quali iniziai a navigare su internet, cercando siti con giochi o disegni (avevo 10 anni). Poi, un giorno, la “Connessione Remota 11″ morì. Non riuscii mai più a connettermi.
Tramite dei consigli di tecnici, mio padre riuscì ad aprire un log di sistema e leggerlo. Mi par di ricordare che riuscimmo a capire che il computer non riusciva a riconoscersi nella rete. Decidemmo di porre fine alla situazione. Portammo il computer dal venditore e gli chiedemmo di fare qualcosa. Lui ci installò Windows 2000 (al tempo non c’era nemmeno XP!), cancellandoci, per altro, tutto il contenuto dell’HD senza dircelo.
A questo periodo risalgono le indagini di mio padre. Portò a casa dall’ufficio un portatile, il primo che abbia mai visto in vita mia. Lo configurammo e connettemmo: funzionò al primo colpo. Avevammo rotto le scatole a Telecom per due anni inutilmente.
Mio padre decise di prendere una soluzione radicale: visto che con quello che aveva portato a casa dall’ufficio aveva funzionato, comprò un portatile. È qui che si intrecciano le strade di NetVista e di Compor. Compor al tempo era ancora una macchina, non una persona, e si chiamava IBM ThinkPad R40. Equipaggiato con il nuovissimo Windows XP Professional (che resta ancora, secondo me, la miglior versione mai fatta), funzionava che era una meraviglia.
Naturalmente, il cambio a Windows 2000 di NetVista non solo non aveva risolto il problema della rete, ma ne aveva creati altri. Infatti, Windows 2000 è stato il primo a non essere basato su MS-DOS, mentre tutti i precedenti lo erano. Risultato: tutti i miei programmi non giravano più.
Mentre NetVista stava per uscire definitivamente dalla scena principale, inferse la sua vendetta su Compor. Infatti, il poverino, dopo un mese di utilizzo, si beccò un meraviglioso fulmine che gli entrò per il cavo telefonico attaccato al modem, gli distrusse la scheda madre, prese la via del controller USB, percorse due metri e mezzo di cavo fino alla stampante e, dopo averla bruciata, fu finalmente sazio. Io ero a mezzo metro dalla stampante: fu il botto più forte che abbia mai sentito.
Non narrerò le disavventure di Compor. Sappiate che fu sistemato e che oggi ha assunto una coscienza indipendente. Il tempo di NetVista era però tramontato: lo spostammo in camera di mia madre, sua locazione attuale. Tirò avanti per anni con Windows 2000 e con Microsoft Word, unico programma che riuscimmo a far funzionare (male).
Tirò avanti fino a quando non scoprii Ubuntu. Provai ad installarlo, ma X non si avviava bene, sentivo il “taratam!” iniziale e vedevo uno schermo dell’ormai familiare color marroncino con delle caotiche striscie verticali rosse e gialle. Provai a tornare a Windows, con il disco di recupero, che però non riusciva a cancellare GRUB. Risultato? Error 17… -_-
Sono Riuscito a metterlo a posto il giorno che mi arrivò l’ADSL. Ho Scaricto immediatamente un’ immagine ISO di Kubuntu e, incredibilmente, l’installazione ha funzionato. Ho provato inutilmente a conneterlo a quell’odioso modem ADSL a forma di disco volante, ma la rete non ha mai funzionato. Lo ho usato per un po’ come macchina di prova. C’ho installato sistemi operativi che volevo provare: DreamLinux, Debian, FreeBSD, DesktopBSD.
Arriviamo ai giorni nostri: mia madre mi ha chiesto il mese scorso di renderglielo più o meno usabile. C’era installato DesktopBSD, un po’ troppo per lei, ho deciso di installarci Xubuntu.
Sorpresa! Dopo aver partizionato l’HD non mi è saltato fuori che il CD era corrotto? Ho pensato: “Strano… ho controllato l’MD5SUM… lo rimasterizzo e riprovo”. Non è cambiato niente. Ho pensato che il cd fosse troppo rovinato per poterlo masterizzare correttamente. Ho riprovato con un cd nuovo ma il risultato è stato lo stesso. Le possibilità erano due: o Compor non riusciva più a masterizzare cd correttamente, o NetVista non riusciva più a leggerli. Indovinate chi dei due elaboratori non funziona correttamente?
Infine, ecco raggiungersi l’apoteosi del sadismo di NetVista. Oggi ho provato inutilmente per ore a far partire xubuntu da chiavetta, ma, benché nel bios sia supportata, non c’è stato niente da fare.
Sono quind in possesso di un elaboratore senza sistema operativo, con lettore CD malfunzionante, incapace di connettersi alla rete (e quindi di installare un sistema operativo da lì) e incapace di fare il boot da chiavetta USB. Voi che fareste??
Ho finito questa storia demenziale. Vi saluto, io vado a gettarmi da un ponte…
Riorganizzazione (mentale) 17 agosto 2008
Posted by Giovanni Ceribella in Annunci, Casa e Amici, Humor, Le imperdibili, Scuola, Storie, Yoyo.5 comments
Scrivo questo post per informarvi di alcune importanti modifiche nella struttura del sito (e della mia psiche)
- Ho eliminato i post “Arizona” e “New York”, che appesantivano la pagina principale, fondendoli nella pagina “Viaggi”, che include anche la precedente “Arizona Panoramica”; I commenti a questi post sono stati spostati a questo post.
- Con un preavviso di una settimana, annuncio che le pagine “Hubble” e “Spitzer” verranno cancellate: per accedere ai contenuti che le occupavano, basterà semplicemente usare le categorie “Hubble” e “Spitzer”, che sono accessibili dalla sidebar. Inoltre, così potrete vedere anche le descrizioni, tradotte anche in inglese, che ho scritto di mio pugno e che fino ad oggi venivano ignorate dai più…
- Ho introdotto tre “tag” per i post di Hubble e Spitzer: la differenza tra i tag e le categorie è che i primi vengono usati come parole chiave dai motori di ricerca. Spero che questo influisca positivamente sulle affluenze al sito che al momento sono piuttosto scarse.
Purtroppo, come sapete, dopo un periodo di gloria nei mesi di ottobre e novembre del 2007, il sito è caduto nell’oblio, anche (e soprattutto) per la mia discontinuità nello scrivere. Che ci posso fare? Ci sono giorni che il pensiero di scrivere un post mi rende nervoso. Forse è colpa della stanchezza: sono mesi che non mi sveglio la mattina “fresco” e devo sempre fare uno sforzo di volontà incredibile per alzarmi dal letto. Il viaggio in America mi ha lasciato in regalo due ore in meno, per cui alla mattina mi sveglio troppo tardi rispetto al normale e alla sera non riesco a prender sonno. Anche in questo momento non sono al pieno delle mie facoltà. In più, adesso devo anche pensare ai compiti delle vacanze che, come di norma, non ho iniziato prima di Agosto (trovo sia una pratica da pervertiti iniziare i compiti prima di Agosto). Dunque, nelle mie giornate sempre più corte, devo farci stare i compiti, il sito e qualche passeggiata qua e là sennò divento una nuova specie di vegetale; inoltre sono anche a rischio cardiocircolatorio per via ereditaria… fèmo i corni! Invece, di telescopi, binocoli, stelle, eclissi non ce n’è nemmeno l’ombra. Per chi non lo sapesse è dalla fine di Aprile che nella mia zona non c’è un’ intera settimana serena. E quando non è per il tempo è per i disturbi cardiocircolatori (non miei, però…). In tutta l’estate ho avuto modo di guardare il cielo una sola volta: e io che ero stupito di quanto fosse cambiato dall’ultima volta! Poi ho capito che erano due mesi che non lo vedevo.
Ieri sera, mentre la Luna entrava nel cono d’ombra della Terra, delle simpaticissime quanto imperscrutabili nuvolette sono entrate dalla pianura, oscurandomi completamente il fenomeno. Che gentili!
Comunque è inutile prendersela coi fenomeni atmosferici, che, peraltro, qualche volta hanno effetti molto interessanti. Le costanti piogge, infatti, hanno favorito un incredibile sviluppo della vegetazione. Le montagne sono diventate giungle assassine, popolate da feroci caprioli, piante carnivore, rapaci spietati, usignoli carnivori, fringuelli mercenari. Persino la mia passiflora atrofizzata si è trasformata in una pianta killer che aspetta solo il passaggio di qualche gatto per papparselo. Penso che se gli uomini sparissero in 10-20 anni sparirebbero anche le strade, le case, i ponti, le dighe, et cetera.
Per il momento, però, l’unica cosa che vedo sparire sono i giorni che mi restano prima dell’inizio della scuola. Mi sogno di notte che la scuola è ricominciata e io non ho fatto i compiti. Sono sull’orlo della paranoia, vero? Io penso di sì. Sarebbe meglio che mi preoccupassi un po’ meno dei compiti e che pensassi a curare la mia nevrastenia…
Incredibile! Sono riuscito a scrivere un post! In compenso sono già le tre e mezza e sento il pesante sguardo di mia madre passare velocemente dalle mie spalle alla tavola… dove so cosa mi aspetta. Direi di concludere con una foto della passiflora killer. State attenti che non vi appicchi qualche viticcio sul desktop: non lo stacchereste più.

Il compasso iperbolico 6 dicembre 2007
Posted by Giovanni Ceribella in Le imperdibili, Matematica, Storie, Yoyo.8 comments
Giovanni Giulio, cosa xe el seno iperbolico…?
Giulio Va là, te spiego dopo che desso go da fare!
Giovanni …Uhm… «iperbolico»… interessante… uhm…

Il compasso iperbolico
Storia multiramificata 27 luglio 2007
Posted by Giovanni Ceribella in Humor, Le imperdibili, Storie, Yoyo.8 comments
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È una serata strana: nessuno riesce a dormire e tutti sono inquieti: è come se sulla terra non ci fosse più niente di sicuro, di vero. Ad un certo punto, nel buio più totale, si sente un urlo agghiacciante dalla stanza vicina. Se vuoi che l’urlo agghiacciante sia solo una banalità, vai al punto 2, altrimenti, vai al punto 9.
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Fortunatamente, è solo tua sorella che ha visto un ragno. Infastidito, schiacci il ragno senza pensarci. Sfortunatamente, la finestra è restata aperta, e sono entrate un bel po’ di zanzare. Se decidi di rimanere per eliminarle, vai al punto 3, altrimenti vai al punto 4.
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Sei un tipo sanguinario e decidi di uccidere tutte le zanzare che sono entrate. Ne schiacci una… due… ma quante sono? Ti accorgi che ci sono molte più zanzare di quando hai chiuso la finestra, e per sicurezza controlli che sia veramente chiusa. Ti rigiri e scopri che ormai ci sono decine di zanzare nella stanza: come caz… in quel momento realizzi che quelle non sono zanzare, infatti non hanno sei zampe ma otto, e non hanno ali. Ti rendi conto che sono ragnetti. Guardi il soffitto ed ecco la soluzione: centinaia di ragnetti brulicanti sgambettano sopra di te. Scappi dalla stanza e controlli che non ci siano restati ragnetti appiccicati addosso. In casa non c’è più nessuno. Vai al punto 9.
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Figurarsi se vuoi fare la fatica di uccidere tutte quelle povere bestioline indifese, e poi, sei socio WWF, Legambiente, Lipu, e ricevi 19 copie di famiglia cristiana al giorno, autografate da Ruini. Esci dalla stanza, chiudendo la porta. Vuoi andare a guardare la televisione (5) o preferisci andare a letto (7)?
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Non hai sonno e quindi te ne vai a guardare la TV. Velocemente fai un po’ di zapping e scopri che non c’è niente di interessante. Vai in camera a leggere un libro (7) o esci a fare una passeggiata (6) ?
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Esci a fare una passeggiata e lungo la strada trovi il tuo amico Giovanni che è per caso nella tua zona. Decidete di andare a fare un giro in centro: vai a piedi (17) o in bicicletta (18)?
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Arrivi in camera e la trovi distrutta, come se ci fosse passato un ciclone. In effetti vicino ai diecimila numeri di famiglia cristiana ci trovi suora Lotte, di “Un ciclone in Convento”. Lei ti chiede di tradurle in bavarese l’enciclica di Ratzinger. Tu che hai fatto 9 anni di Tedesco tra elementari, medie e corsi vari accetti e vai al punto 8.
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Appena hai letto le prime 3 parole, suora Lotte tira un urlo e di decompone formando una pozzanghera marrone ribollente. Ti impressioni e sei terrorizzato (9) o sei indifferente alla cosa (11)?
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Scappi di casa di gran carriera. Quando sei e 3½ km da casa inciampi su di un marmocchio che passa di lì. Decidi di aiutarlo (10) o ti rialzi e corri ancora più veloce (12)?
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Dopo averlo rimesso in piedi, il marmocchio ti svela che gli alieni hanno invaso il pianeta, e che stanno investigando per trovare il punto debole degli umani. Tu gli racconti cosa è successo a casa tua: il bambino è spaventato (13) o in fondo in fondo se l’aspettava (14)?
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Non te ne frega niente per la suora: sei incazzato perchè ti ha rovinato il parquet e chiami Paris Hilton che venga con l’autopompa a lavarti la camera e già che c’è anche a ricaricarti il telefonino. Sfortunatamente, al posto suo arriva Luciana Litizzetto che ti apostrofa con un “Ma guarda che casino! Ci hai freddato qualcuno qui dentro, neeeh?”. La cosa è estremamente seccante e tu vai a dormire in giardino finché quelli ci CSI cercano di capire com’è morta la suora: pare sia andata in autocombustione. Fuori può succedere di tutto: possono distruggere New York o prendere Bin Laden, ma a te non importerà mai. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Scappi a più non posso finché non ti ritrovi sul ciglio del canyon che passa a due passi da dove vivi. Ti butti (15) o decidi di andare a piedi lungo il canyon finche non trovi qualcosa o qualcuno (17)?
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Il bambino è così spaventato dal tuo racconto che sviene. Non puoi portarlo all’ospedale e quindi lo nascondi dietro una siepe e ti allontani. Ad un certo punto, ti senti sollevare, ma è troppo tardi per accorgersi del fascio di raggi che ti smaterealizza. L’astronave aliena si allontana, portando con se importanti informazioni sugli umani. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Il bambino se l’aspettava e ti rivela che probabilmente ciò che hai visto era un alieno. Decidi di portarlo con te e vai al punto 16.
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Ti butti e cadi con un’ accelerazione di 9,8 metri al secondo quadrato verso il fondo. Poi ti schianti e muori. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Mentre cammini senti dei rumori strani provenire dal bambino. Capisci e inizi a correre, ma l’alieno ti acchiappa e dice che deve portarti alla base 9 per esaminarti. Per un colpo di fortuna, una delle sue 32 dita resta impigliata nel sesto tentacolo: scopri che l’effetto di questa posizione sugli alieni è come quando prendi il tuo gatto Felix per il coppino e l’alieno diventa incapace di qualunque azione razionale. Fatto questo, scopri che hanno un pulsante di autodistruzione al posto del 56 occhio. Lo premi, scappi e l’alieno scompare in una nuvoletta facendo “Pouff!”. In quel momento, passa un camietto che grida da due altoparlanti: “Amici, se siete a conoscenza dell’esistenza di un modo per distruggere gli alieni, chiamate 892777!” Con il cellulare, che, ti ricordi solo adesso, hai in tasca, chiami il numero; l’invasione viene distrutta e vieni premiato con 89 medaglie al valore. Ratzinger commenta: “Quei mostri non erano figli di dio, solo noi abbiamo la verità! Solo dio ti da la saggezza, la virtù: quei mostri non la posseggono!”, poi viene incenerito da un alieno superstite. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Vai a piedi. Dopo un po’ trovi un personaggio strano che ti guarda male e proclama parole senza senso. Dice di chiamarsi Broccolo. Sospettoso, chiami la polizia e lo fai arrestare. Si scopre che è uno che stava al manicomio ed è un pericoloso serial killer. Ricevi i complimenti dei poliziotti e una medaglia. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Vai in bicicletta: pedala, pedala, vi rendete conto che non ne vale la pena e vi fermate: Giovanni va a casa a guardare il transito di Europa con il telescopio. Vai a casa anche tu (19) o decidi di andare nel bosco vicino a farti un giretto notturno (20)?
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Vai a casa a dormire. Arrivato, trovi tua sorella che rompe perché non c’è niente da mangiare. Vai a letto e ti addormenti. Buonanotte. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
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Vai a farti un giretto nel bosco. I rumori degli alberi sono tranquillizzanti e alla fine ti addormenti su un ceppo. Dormi tutta la notte e ti svegli alla mattina presto: corri a casa, i tuoi potrebbero essere preoccupati! Arrivi a casa che tutto è tranquillo. Uffa! Tanta fatica per niente! Entri e vai a fare colazione. Se non ti piace questo finale, torna indietro e cambia una scelta!
© Questo testo è stato scritto da Giovanni Ceribella (giovanniceribella@gmail.com). Se vuoi ripubblicarlo, puoi farlo ma per piacere cita l’autore e questo sito: http://fuere.wordpress.com . Licenza Creative Commons Attribution 3.0 License.
