Qtscriptgenerator, Qtbindings, Qtscript_phonon e AMAROK 15 luglio 2009
Posted by Giovanni Ceribella in Informatica, KDE, Ubuntu.Tags: Amarok, Informatica, KDE, Kubuntu, Linux
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Emergo ora da una notte bianca appresso al computer. È la seconda volta che sto sveglio tutta la notte per fare qualcosa, solo che la prima è stata per fare la foto di M82…
Dopo innumerevoli tentativi e sforzi, sono riuscito a compilare ed installare Amarok 2 SVN sul mio elaboratore. I problemi occorrevano nell’installazione e riconoscimento dei Qtscript bindings, necessari per far funzionare il famoso programma di musica.
Ho risolto i problemi con vari e sporchi trucchetti, mettendo mano nei Makefile e nel codice sorgente. Riporto qui i passaggi che ho eseguito, sperando che possano essere d’aiuto a qualcuno messo (male) come me.
- Scaricato Qtscriptgenerator via git: git clone git://gitorious.org/qt-labs/qtscriptgenerator.git
- Modificato il file generator/qtscript_masterinclude.h secondo la patch di UbuntuForums
- Compilato ed eseguito il generatore: qmake && make && ./generator
- Passaggio alla directory qtbindings e successivo qmake
- Nella directory qtscript_phonon, esecuzione qmake
- Modifica del file Makefile.Release: aggiunta di -I/home/aedificator/kde/include/phonon
- Modifica del file /home/aedificator/kde/include/phonon/videowidgetinterface.h L’errore riportato nella compilazione di qtscript_phonon era dovuto ad una serie di funzioni astratte pure. Premesso che non conosco il C++ e menchemeno la programmazione ad oggetti, sono andato a cercarmi cos’è una funzione astratta pura, trovando questo. La “purezza” della funzione sta nel fatto che, nella sua definizione, è inclusa l’istruzione “ = 0;“. Ho rimosso dal file sopracitato tutti gli “= 0“, stando attento a non rimuovere i “;” (ricordo qualcosa del C).
- Nella directory qtbindings, lanciare make. Attendere parecchio tempo…
- La compilazione è terminata con un errore, dovuto al fatto che il generatore non mi ha costruito il codice per qtscipt_xmlpatterns. Strafregarsene.
- Spostarsi nella directory qtscript_uitools, che viene saltata dalla compilazione globale per via dell’errore in qtscript_xmlpatterns: lanciare qmake e make
- Spostarsi nella cartella qtscriptgenerator/plugins/script . Lanciare cp * $QTDIR/plugins/script
- Uscire dalla cartella qtscriptgenerator per non rientrarci mai più: cd
- Cancellare le cartelle sorgenti e build di extragear/multimedia: nel mio caso rm -rf /home/aedificator/src/extragear /home/aedificator/src/build/extragear
- Già che c’ero, ho cancellato pure ~/.kdesvn-build-data
- Lanciare kdesvn-build --reconfigure --refresh-build extragear/multimedia/amarok
- Aspettare un po’… Il processo fallisce. Strafregarsene ancora.
- Spostarsi nella directory /home/aedificator/src/build/extragear/multimedia
- Creare la cartella “amarok”
- Spostarsi in “amarok”: lanciare cmake -DCMAKE_INSTALL_PREFIX=$KDEDIR /home/aedificator/src/extragear/multimedia/amarok
- A questo punto a me la configurazione è fallita: ciò era dovuto, però, al fatto che mi ero dimenticato di compilare qtscript_uitools. Rieseguendo il passo precedente dopo aver compilato anche quest’ultimo, importante pezzettino, la configurazione ha avuto successo!
- Sospettando che il clinamen vi stia tirando un brutto scherzo (è obbligatorio fare questa supposizione), lanciate make
- Aspettate un po’… nel mio caso, siccome il mio fido IBM ThinkPad R40 ha già 6-7 anni, ho aspettato 30-40 minuti.
- Ad un certo punto, mentre stavo già sonnecchiando sul letto, sento la ventola che smette di soffiare, segno evidente che il computer è in stato quiesciente. Mi avvicino per vedere a quale percentuale si sia interrotta la compilazione. Sorpresa molto gradita! La compilazione non si è interrotta in maniera anomala e ha raggiunto il 100% ! Ho compilato Amarok!
- Siccome, oltre ad essere pessimista e ateo, sono anche sospettoso, non mi fido e penso che l’errore avverrà da qualche parte nell’installazione. Lancio make install
- L’installazione procede senza intoppi. Mi sposto in un terminale del mio utente normale, che, con molta fantasia, si chiama “giovanni”, e lancio amarok!
- Dopo una breve attesa per inizializzare il programma e cercare automaticamente la musica sul mio disco fisso, mi vedo fiondata davanti la finestra principale di Amarok 2.2
Ascolto la Moldava di Bedrich Smetana mentre inizia a far giorno…
Ovviamente, chi volesse utilizzare i passaggi soprascritti, dovrà “ripersonalizzare” i comandi, sostituendo /home/aedificator/… con i suoi percorsi dei file.
Se la serata fosse stata limpida, avrei preferito far delle altre foto astronomiche!
Okular, Poppler e i PDF 26 maggio 2009
Posted by Giovanni Ceribella in Informatica, KDE, Ubuntu.add a comment
Okular è il mio lettore di documenti preferito: fornito con la versione 4 di KDE, mi è piaciuto da subito. Lo trovo leggero, veloce e versatile, poiché può aprire molti tipi di file, dai PDF ai file PostScript, fino alle immagini TIFF.
Da molto tempo, tuttavia, riscontravo un grave problema nel suo utilizzo: pur avendolo compilato io stesso, riuscivo a fargli aprire i PDF solo con le librerie fornite dai pacchetti di ubuntu. Per svolgere la sua funzione primaria, infatti, Okular necessita della libreria Poppler, che io scaricavo e compilavo autonomamente, ma con la quale non riuscivo a far aprire i file ad Okular. L’errore presentato era il seguente:
okular(914)/okular (app) Okular::DocumentPrivate::loadGeneratorLibrary: Invalid plugin factory for "okularGenerator_poppler"!
In più, poichè la libreria di ubuntu si trascina dietro come dipendenze tutte le Qt4, che io mi sono pure compilate autonomamente, avevo circa 85Mb di file sdoppiati tra le librerie.
Oggi, al ripresentarsi del problema durante un momento in cui avrei avuto davvero bisogno di Okular, ho deciso di cercare nuovamente nella rete per tentare di scovare qualcosa. Google, stavolta, ha trovato anche una segnalazione di bug su bugs.kde.org: questa.
Leggendo ho capito che il problema stava nel fatto che l’utente apposito che adopero per compilare KDE, che ha un suo ambiente e una sua home directory, aveva nella sua LD_LIBRARY_PATH il percorso della directory dove io avevo installato Poppler, mentre l’utente con il quale utilizzo il computer no! Scanta bauchi, sveja macachi si dice dalle mie parti…
Mi è quindi bastato impostare a livello di sistema una LD_LIBRARY_PATH comprensiva del percorso contenente Poppler, ed Okular è partito che è una meraviglia…
LD_LIBRARY_PATH=$QTDIR/lib:$KDEDIR/lib:$PRODIR/lib: $LD_LIBRARY_PATH
Nel mio caso, Poppler era in $PRODIR/lib, directory dove metto tutti i programmi propedeutici a KDE che compilo e che non ne fanno parte. Finalmente posso guardare i miei PDF!!
Dipendenze di KDE 4 10 febbraio 2009
Posted by Giovanni Ceribella in Informatica, Ubuntu.Tags: Informatica
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Siccome mi piace compilarmi sempre l’ultimo KDE dai repository, di solito uso l’ottimo kdesvn-build con un utente secondario per ottenere il mio scopo.
Per qualche ragione (non domandatemi quale perché non lo so nemmeno io), preferisco compilare e usare le QT dal deposito SVN di KDE piuttosto che quelle precompilate di Ubuntu. Il problema è che quando voglio installare le dipendenze di compilazione di KDE, di solito dopo che ho fatto tabula rasa di tutta la sua directory, alcune di queste vorrebbero installarmi anche le QT precompilate… e a me non piace avere le cose doppie.
Ho quindi stilato un elenco delle dipendenze estranee alle QT, che devono essere installate per compilare KDE 4. Ma visto che ho una vena un po’ sperimentale, ho deciso di preparare un metapacchetto deb che installa tutte le dipendenze necessarie. Una volta scaricato, basta installarlo nel vostro sistema e lui si tirerà dietro tutte le dipendenze.
Non mi assumo nessuna responsabilità nel caso il pacchetto vi danneggi il sistema, anche se non vedo come potrebbe farlo!
Non so se il pacchetto possa funzionare anche su Debian. Se qualcuno può controllare mi farebbe un favore!
NetVista 24 dicembre 2008
Posted by Giovanni Ceribella in BSD, Casa e Amici, Humor, Informatica, Le imperdibili, Storie, Ubuntu.1 comment so far
Pensavo che tutto ciò che avrebbe potuto accadere fosse già accaduto. Pensavo che, tutto sommato, fossi riuscito a farlo funzionare. Pensavo che, forse, un giorno, sarebbe tornato come una volta.
Ma mi sbagliavo. Vi presento NetVista 2179: una macchina che è entrata a far parte della mia vita otto anni fa. Vi racconterò la sua storia. Non voglio chiedere aiuto con questo post, perché è superfluo…

La mia famiglia ha comprato NetVista nel periodo di Natale del 1999. All’entusiasmo iniziale si è presto sostituito uno strisciante sospetto. Fin da subito, infatti, non fu possibile connettersi ad internet. Non era una cosa simpatica, visto che avevamo acquistato NetVista apposta per connetersi alla rete.
Al tempo non esisteva l’ADSL. Per l’occasione, avevamo aperto una connessione dial-up gratuita con TIN.IT . Non ci fu verso di farla funzionare. Chiamammo il servizio clienti di Telecom Italia ameno una ventina di volte. Nel frattempo, venimmo a sapere che dopo un mese che l’avevamo comprato, il prezzo di questo computer si era dimezzato. Grazie venditore!
Provammo con diversi provider: TIN.IT, Kataweb, Libero, Tiscali, Keycomm, Jumpy… Le connessioni funzionavano un colpo sì e uno no. Capitava che due “Connessioni Remote” configurate alla stessa maniera non si comportassero similmente: una si connetteva, l’altra no. Iniziammo a sospettare che fosse colpa del modem interno: lo cambiammo. Non ottenemmo nessun risultato.
Ci erano giunte voci che il modello di computer fosse stato rimosso dal mercato. Di certo, noi avevamo rimosso dall’impiego almeno due call-center della Telecom, intasati dalle nostre richieste di soccorso. I sospetti si erano già spostati dal provider all’hardware. Ora cominciammo ad interrogarsi se la colpa non fosse del software.
Microsoft Windows Millenium è ricordato per essere stato la peggior incarnazione del sistema operativo più diffuso del mondo mai realizzata. Non ho mai scoperto le cause che costringevano questo sgarittolo1 a comportarsi in quel modo. Certi aspetti della sua personalità (a distanza di anni sono ancora convinto che per far sorgere certi problemi bisognasse pensarli) sono riconducibili a questo esempio: immaginate una lucertola paurosa. Ora immaginatela davanti ad uno specchio in modo che noti la sua immagine. La lucertola, terrorizzata da se stessa, si mutila la coda e scappa. Windows ME era simile: quando si accorgeva di esistere, subito tentava di farsi male.
Dopo mesi di tentativi, finalmente e per caso, la “Connessione Remota 11″ (questo il nome) funzionò. Funzionò per qualche mese. Furono i mesi nei quali iniziai a navigare su internet, cercando siti con giochi o disegni (avevo 10 anni). Poi, un giorno, la “Connessione Remota 11″ morì. Non riuscii mai più a connettermi.
Tramite dei consigli di tecnici, mio padre riuscì ad aprire un log di sistema e leggerlo. Mi par di ricordare che riuscimmo a capire che il computer non riusciva a riconoscersi nella rete. Decidemmo di porre fine alla situazione. Portammo il computer dal venditore e gli chiedemmo di fare qualcosa. Lui ci installò Windows 2000 (al tempo non c’era nemmeno XP!), cancellandoci, per altro, tutto il contenuto dell’HD senza dircelo.
A questo periodo risalgono le indagini di mio padre. Portò a casa dall’ufficio un portatile, il primo che abbia mai visto in vita mia. Lo configurammo e connettemmo: funzionò al primo colpo. Avevammo rotto le scatole a Telecom per due anni inutilmente.
Mio padre decise di prendere una soluzione radicale: visto che con quello che aveva portato a casa dall’ufficio aveva funzionato, comprò un portatile. È qui che si intrecciano le strade di NetVista e di Compor. Compor al tempo era ancora una macchina, non una persona, e si chiamava IBM ThinkPad R40. Equipaggiato con il nuovissimo Windows XP Professional (che resta ancora, secondo me, la miglior versione mai fatta), funzionava che era una meraviglia.
Naturalmente, il cambio a Windows 2000 di NetVista non solo non aveva risolto il problema della rete, ma ne aveva creati altri. Infatti, Windows 2000 è stato il primo a non essere basato su MS-DOS, mentre tutti i precedenti lo erano. Risultato: tutti i miei programmi non giravano più.
Mentre NetVista stava per uscire definitivamente dalla scena principale, inferse la sua vendetta su Compor. Infatti, il poverino, dopo un mese di utilizzo, si beccò un meraviglioso fulmine che gli entrò per il cavo telefonico attaccato al modem, gli distrusse la scheda madre, prese la via del controller USB, percorse due metri e mezzo di cavo fino alla stampante e, dopo averla bruciata, fu finalmente sazio. Io ero a mezzo metro dalla stampante: fu il botto più forte che abbia mai sentito.
Non narrerò le disavventure di Compor. Sappiate che fu sistemato e che oggi ha assunto una coscienza indipendente. Il tempo di NetVista era però tramontato: lo spostammo in camera di mia madre, sua locazione attuale. Tirò avanti per anni con Windows 2000 e con Microsoft Word, unico programma che riuscimmo a far funzionare (male).
Tirò avanti fino a quando non scoprii Ubuntu. Provai ad installarlo, ma X non si avviava bene, sentivo il “taratam!” iniziale e vedevo uno schermo dell’ormai familiare color marroncino con delle caotiche striscie verticali rosse e gialle. Provai a tornare a Windows, con il disco di recupero, che però non riusciva a cancellare GRUB. Risultato? Error 17… -_-
Sono Riuscito a metterlo a posto il giorno che mi arrivò l’ADSL. Ho Scaricto immediatamente un’ immagine ISO di Kubuntu e, incredibilmente, l’installazione ha funzionato. Ho provato inutilmente a conneterlo a quell’odioso modem ADSL a forma di disco volante, ma la rete non ha mai funzionato. Lo ho usato per un po’ come macchina di prova. C’ho installato sistemi operativi che volevo provare: DreamLinux, Debian, FreeBSD, DesktopBSD.
Arriviamo ai giorni nostri: mia madre mi ha chiesto il mese scorso di renderglielo più o meno usabile. C’era installato DesktopBSD, un po’ troppo per lei, ho deciso di installarci Xubuntu.
Sorpresa! Dopo aver partizionato l’HD non mi è saltato fuori che il CD era corrotto? Ho pensato: “Strano… ho controllato l’MD5SUM… lo rimasterizzo e riprovo”. Non è cambiato niente. Ho pensato che il cd fosse troppo rovinato per poterlo masterizzare correttamente. Ho riprovato con un cd nuovo ma il risultato è stato lo stesso. Le possibilità erano due: o Compor non riusciva più a masterizzare cd correttamente, o NetVista non riusciva più a leggerli. Indovinate chi dei due elaboratori non funziona correttamente?
Infine, ecco raggiungersi l’apoteosi del sadismo di NetVista. Oggi ho provato inutilmente per ore a far partire xubuntu da chiavetta, ma, benché nel bios sia supportata, non c’è stato niente da fare.
Sono quind in possesso di un elaboratore senza sistema operativo, con lettore CD malfunzionante, incapace di connettersi alla rete (e quindi di installare un sistema operativo da lì) e incapace di fare il boot da chiavetta USB. Voi che fareste??
Ho finito questa storia demenziale. Vi saluto, io vado a gettarmi da un ponte…

